
Tutto sui dadi
Il gioco più antico del mondo. Lanciali qui — poi leggi perché l’1 sta sempre di fronte al 6.
GIOCA ORA
Che cos’è un dado?
Un dado è un cubetto a sei facce, ciascuna con punti da 1 a 6. Un lancio ti dà un risultato tra 1 e 6. Niente è più semplice — e quasi niente è più antico — come strumento di caso.
Li incontri nei giochi da tavolo, nel GDR, nei sorteggi di classe o in un rapido “chi paga?”. Su AmStramGram il lanciatore è gratis, senza puntate, e usa una fonte casuale crittografica perché ogni faccia abbia davvero 1/6.
Storia e origini
I primi “dadi” erano astragali: ossa del tallone di pecora o capra con quattro facce utili. L’Antichità li usava già per giocare e per divinazione.
Il mito greco attribuisce a Palamede l’invenzione durante la guerra di Troia, per tenere occupati i soldati. I Romani li amavano. Giulio Cesare lanciava i dadi prima delle decisioni dure, e “Alea jacta est” — il dado è tratto — nomina ancora un punto di non ritorno.
I cubi a sei facce in osso, avorio e poi plastica arrivarono dopo. I casinò preferiscono dadi trasparenti e controlli stretti. Barare è vecchio quanto l’oggetto: a Pompei, anno 79, c’erano già dadi truccati.
Alea jacta est
Latino per “il dado è tratto”. La frase di Cesare al Rubicone. La usi quando una scelta non si può più ritirare.
Come funziona qui
Su AmStramGram lanciare è semplice:
- Scegli quanti dadi — uno o più insieme (fino a 6).
- Lancia — tocca Lancia e guardali rotolare.
- Leggi le facce — ogni dado mostra un numero da 1 a 6.
- Somma — con più dadi, il totale è calcolato per te.
Il generatore tiene 1/6 per faccia. Nessun dado “caldo”, nessuna memoria dell’ultimo lancio.
La regola matematica
Su un dado standard, le facce opposte sommano sempre 7: 1+6, 2+5, 3+4. Quella disposizione tiene il cubo in equilibrio.
Lo sapevi?
Dadi di Pompei
Gli archeologi hanno trovato dadi truccati sotto la cenere del 79 d.C. Caricare un dado non è un trucco moderno da casinò.
Dadi da casinò
I casinò usano dadi trasparenti e ispezioni regolari. Un dado serio può costare centinaia di euro: il prodotto è l’equilibrio.
La parola “aleatorio”
Arriva dal latino alea, “gioco di dadi”. La lingua porta ancora il lancio.
Domande frequenti
Tutto quello che vuoi sapere sui dadi






